FAQs

Q?Alitosi
A.

L’alitosi (detta anche bromopnea) è l’odore sgradevole dell’alito causato da patologie respiratorie o metaboliche.

Alcuni ceppi di batteri anaerobi (cioè che proliferano in assenza di ossigeno) in determinate condizioni proliferano ad una velocità anomala decomponendo rapidamente le sostanze proteiche presenti nei residui di cibo, muco e saliva e sprigionando i cosiddetti CVS (composti volatili solforati), responsabili del cattivo odore.

La produzione di saliva mantiene il pH della bocca a livelli tali da impedire la proliferazione di batteri. La produzione di saliva scende nella notte o nei mesi caldi, o a seguito di alterazioni dell’ormone adrenalina.

Q?Ascesso
A.

Con il termine di ascesso alveolare, ascesso alveolare acuto, ascesso periapicale o ascesso dentale si definisce una raccolta circoscritta con contenuto purulento che dalla zona periapicale di un dente affetto da patologia infettiva dei tessuti interni (necrosi pulpare), tende a migrare verso la superficie, comparendo di solito come tumefazione ben delimitata in corrispondenza della mucosa alveolare della bocca, nel tentativo da parte dell’organismo di contenere ed eliminare l’infezione.

Q?Apparecchio ortodontico
A.

L’apparecchio ortodontico è una protesi o dispositivo medico con il quale l’ortodontista (il medico specializzato in questo tipo di trattamenti) riesce ad allineare i denti, al fine di ottenere una masticazione corretta, una migliore igiene orale e una migliore estetica del sorriso.

Q?Sbiancamento Dentale
A.

Lo sbiancamento dentale è una procedura odontoiatrica che permette di migliorare il colore dei denti, rendendoli più bianchi. A questo primo tipo di sbiancamento, cosiddetto “cosmetico”, si affiancano altri tipi di sbiancamenti utili per risolvere discromie dentali, anche severe, dovute a patologie sistemiche (per esempio la fluorosi, disordini ematici, etc) oppure agli esiti di terapie con alcuni tipi di antibiotici (ad esempio, le tetracicline).

I prodotti che vengono utilizzati a tal fine contengono principalmente perossido di idrogeno e perossido di carbammide, impiegati in varie concentrazioni a seconda della tecnica che si intende utilizzare e delle esigenze del paziente. Lo sbiancamento funziona grazie alla liberazione di ossigeno da parte del perossido di idrogeno o di carbammide nel momento in cui viene posto a contatto con i denti.

Queste molecole di ossigeno vanno a disgregare le molecole dei pigmenti responsabili della discromia, e dunque rendendole non più visibili. Lo sbiancamento dentale agisce solo sui denti naturali, non agisce su corone protesiche, otturazioni o qualsiasi altro materiale da restauro presente nel cavo orale. Dopo il trattamento sbiancante, eventuali corone protesiche od otturazioni potranno essere maggiormente visibili in quanto non più adeguate al nuovo colore raggiunto dai denti naturali. In tal caso potranno essere sostituite con altre dello stesso colore dei denti sbiancati.

Q?Canini e incisivi
A.

Formano il gruppo dei denti frontali. A livello dell’arcata superiore sono gli elementi più visibili e maggiormente degni di trattamenti estetici. Il canino e il primo molare sono i due elementi chiave della nostra occlusione.

Q?Molari
A.

I denti molari sono i denti posteriori. Sono tre per emiarcata e l’ultimo è il dente del giudizio. Il primo molare inferiore o “dente dei 6 anni” è il primo molare permanente ad erompere.

Q?Carie
A.

La carie è un processo patologico che consiste nell’erosione o nella distruzione di un tessuto duro (dente, osso, ecc.). La carie dentaria colpisce diverse parti del dente, (smalto, dentina, cemento) a livello della corona o della radice. Nella maggior parte dei casi gli agenti eziologici sono batteri come lo Streptococcus mutans e il Lactobacillus, che producono acido lattico come prodotto di fermentazione che erode la parte dura del dente.

Carenze di fluoro favoriscono la comparsa della carie nei denti permanenti (non nei “denti da latte”). Sebbene il fluoro non è un costitutente naturale dello smalto, la fluoroapatite è una sostanza più resistente all’attacco acido, demineralizzante, della placca batterica.

Q?Dentifricio
A.

Il dentifricio è un prodotto finalizzato alla pulizia, alla manutenzione dell’estetica ed alla salute dei denti. Assieme allo spazzolino, viene utilizzato, comunemente, per promuovere l’igiene orale.

Le funzioni principali di questo prodotto riguardano:

  • la rimozione della placca batterica,
  • la rimozione dei residui di cibo dai denti,
  • il supporto per l’eliminazione e/o il mascheramento di alitosi,
  • la prevenzione di malattie gengivali (gengivite) e dentali quando costituito anche da ingredienti attivi quali fluoro o xilitolo.

È importante notare che la maggior parte delle operazioni di pulizia vengono effettuate mediante l’uso meccanico dello spazzolino da denti, e non per l’attività del dentifricio.

Q?Fluoro e Fluoroprofilassi
A.

La fluoroprofilassi consiste nella prevenzione della carie dentaria attraverso l’utilizzo del fluoro, un minerale che favorisce la formazione di uno smalto più resistente all’attacco acido della placca batterica e che, se assunto una volta che il dente si è formato, lo protegge dalla placca batterica.

Q?Sigillature dei solchi
A.

La sigillatura dei denti è una procedura dentistica raccomandata per prevenire la formazione di carie, da eseguire non appena i denti da latte lasciano il posto a quelli permanenti. La sigillatura dei denti è consigliata, in particolare, per prevenire lo sviluppo di processi cariogeni nei molari. Difatti, questi denti sono più esposti al rischio di carie dato che presentano numerosi e profondi solchi, al cui interno la placca e i batteri possono facilmente annidarsi e creare danno. Il trattamento non necessita di alcuna anestesia, è indolore e assolutamente non invasivo.

Q?Denti decidui (da latte)
A.

I denti della prima dentizione, detti anche “denti da latte” o “temporanei”, si compongono di 20 denti, disposti in numero di 5 per ogni semiarcata.

Ogni cinquina è composta da:
-Incisivo centrale;
-Incisivo laterale;
-Canino;
-Primo molare;
-Secondo molare

Q?Granuloma
A.

Con il termine di granuloma apicale si definisce una patologia infiammatoria a carattere cronico dei tessuti in vicinanza della radice del dente, che si origina come conseguenza di patologie infettive dei tessuti interni del dente, più raramente in conseguenza della necrosi asettica del tessuto pulpare (morte pulpare da traumi meccanici o termici). La patologia è spesso asintomatica o associata a sintomi molto lievi agli stimoli meccanici del dente coinvolto, ed è quindi tipicamente diagnosticabile solo tramite un esame radiografico.

Q?Dente del giudizio
A.

Per denti del giudizio si intendono quattro denti molari (terzo molare inferiore, terzo molare superiore, rispettivamente a destra e a sinistra) che, occupando l’ultima e quindi più interna posizione nell’arco dentale, sono chiamati anche ottavi. Spesso sono implicati in processi infiammatori durante la loro eruzione, essenzialmente per mancanza di spazio a livello dell’arcata dentale e per il loro particolare tragitto di eruzione. Le anomalie di eruzione dei denti del giudizio, ma più in generale di tutti i denti sono dette Disodontiasi.

Q?Otturazione
A.

L’otturazione dentaria od otturazione odontoiatrica, intesa come procedura operativa, è una tecnica restaurativa volta al riempimento di una cavità creatasi in un dente in seguito ad un evento patologico o traumatico, allo scopo di recuperarne la funzione e la morfologia originaria. La procedura richiede spesso l’esecuzione di una anestesia locale, e quindi l’asportazione del materiale patologico eventualmente presente, il riempimento della cavità con il materiale apposito, e la sua rifinitura e lucidatura.

Q?Placca e tartaro
A.

La placca (più specificamente la placca batterica) è un aggregato (biofilm) di germi tenacemente adesi tra loro e alle superfici dentali, che promuove e sostiene le comuni patologie orali: carie e parodontopatie. La deposizione di sali di calcio e di fosfati la trasforma in tartaro.

Q?Mal di denti
A.

Il mal di denti può assumere aspetti totalmente diversi: può essere lieve e insorgere solo in determinate situazioni (assunzione di cibi freddi o bollenti oppure di cibi molto dolci) oppure essere persistente e insorgere di notte. Soprattutto questo sintomo (dolore notturno refrattario agli analgesici) deve indurre il paziente a ricorrere allo specialista, ma è consigliabile comunque farsi visitare se insorge un mal di denti anche lieve.